Articolo - Il lato oscuro della psoriasi

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Articolo - Il lato oscuro della psoriasi

Messaggio Da Ellys il Ven 28 Mar 2008 - 13:55

I danni visibili sono solo la punta dell'iceberg Crescono i rischi di ipertensione, dislipidemie, diabete. E guai a essere obesi. Un convegno ad Atene su comorbiditÓ e cure.
di Silvia Baglioni

La psoriasi non Ŕ solo una questione di pelle. Le infiammazioni cutanee non sono che la punta di in iceberg, associate a sindromi potenzialmente molto gravi, come le patologie cardiovascolari, l'artrite e il morbo di Crohn. Inoltre, provoca un incremento del rischio di sviluppare ipertensione, dislipidemia, obesitÓ e diabete. Proprio le comorbiditÓ nella psoriasi (stretto legame tra uno o pi¨ patologie) sono state recentemente oggetto di numerosi studi, esaminati e discussi in questi giorni ad Atene, durante un convegno organizzato dalla Serono Symposia International Foundation.

"Che la psoriasi, patologia infiammatoria cronica, fosse strettamente correlata ad una serie di patologie gravi era noto giÓ da diversi anni", spiega Giampiero Girolomoni, docente di Dermatologia all'UniversitÓ di Verona, "ma solo recentemente si Ŕ dimostrato come questa sindrome comprometta in modo significativo le aspettative di vita. I pazienti con forme gravi hanno, infatti, un rischio tre volte maggiore di essere colpiti da infarto del miocardio rispetto alla popolazione generale. La situazione Ŕ pi¨ grave se la psoriasi severa compare prima dei 25 anni di etÓ. Alla luce di queste considerazioni, Ŕ cruciale intervenire, trattando precocemente la patologia, ma assumendo anche comportamenti, ed eventuali terapie che possano correggere i fattori di rischio. Un esempio per tutti: combattere l'obesitÓ Ŕ essenziale per curare la psoriasi".

Gli esperti consigliano, quindi, non solo di seguire terapie topiche, che senz'altro aiutano la pelle a rigenerarsi e a difendersi, ma anche terapie sistemiche ad azione anti-infiammatoria. "Le terapie standard, a base di metotrexato, ciclosporina, o retinoidi orali", prosegue il dermatologo, "sono pi¨ o meno tossiche; per questo vengono somministrate per cicli brevi e intermittenti. Mentre la nuova generazione di farmaci - anticorpi monoclonali o proteine ricombinanti - ha una notevole efficacia terapeutica e minori effetti collaterali. Per questo i cosiddetti "biologici" sono in grado di garantire, nella maggior parte dei casi trattati, maggiore sicurezza e un controllo a lungo termine della psoriasi".

In futuro, importanti novitÓ terapeutiche potranno originare dalle conoscenze sempre pi¨ approfondite dei meccanismi che provocano la malattia. "╚ opinione comune", conclude Girolomoni, "ritenere oscuri i processi patologici che causano la psoriasi, ma in realtÓ molti passaggi sono ormai chiari. Anche presso il mio dipartimento facciamo ricerca di base, e recentemente, in collaborazione con Silvano Sozzoni, docente di Patologia generale a Brescia, e Cristina Albanesi, dell'Idi di Roma, abbiamo individuato una proteina, chiamata chemerina, responsabile dell'attivazione delle cellule del sistema immunitario che, a cascata, portano alla conclamazione della patologia. La stessa chemerina, presto potrebbe rivelarsi un ottimo target farmacologico".

Fonte: http://www.repubblica.it/supplementi/salute/2008/03/27/medicinaprevenzione/012lat57312.html

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